Archivio mensile: giugno 2016

Garcinia Cambogia, la solita moda?

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Sabato mattina è arrivata una ragazza in negozio e il suo problema era un’addome gonfio e leggera colite, e io sono andata sul sicuro col Vaccinium Vitis idaea, ovvero il gemmoderivato del Mirtillo Rosso, le ho consigliato anche un depurativo/drenante da integrare con la cura e di aggiustare l’alimentazione. La ragazza mi risponde che sta già prendendo un brucia calorie che sarebbe la Garcinia Cambogia, consigliatale da un gruppo esperto su internet :/ Non mi esprimo su questo passo, ma un’altro disturbo che la ragazza aveva era la nausea e stanchezza fisica. All’inizio avevo dato colpa ad un fegato intossicato o un intestino poco regolare e infiammato, ma dopo aver saputo cos’altro prendeva ho capito. Le ho chiesto com’erano gli ultimi esami fatti, se aveva mai avuto asterischi per Glicemia o Colesterlolo e le mi ha risposto di no.
La Garcinia Cambogia non è per tutti e soprattutto non brucia le calorie come potrebbe fare il Fucus o il Caffè verde, è indicata per abbassare Glicemia e Colesterolo e per digerire meglio a chi non produce abbastanza acido gastrico. Il nostro corpo deve mantenere un certo livello di zuccheri e colesterolo, non devono essere alti ma nemmeno troppo bassi, quindi se prendiamo un prodotto che non corrisponde alle nostre richieste da parte del nostro organismo può produrre effetti collaterali come nausea, gonfiore, crampi, intestino infiammato, in certi casi anche irritazione alla pelle.
Consiglio: sospensione della Garcinia, Vaccinium Vitis idaea per ridurre crampi e sfiammare l’intestino, Tarassaco-Carciofo per pulire il fegato e togliere quel fastidioso gonfiore alla pancia, alimentazione depurativa e un po’ di attività fisica per aiutare il corpo ad espellere meglio le tossine.
Anche Sabato ho salvato una ragazza dalle ricerche fai da te su internet che prendeva una cura solo perchè tutti hanno detto che… Ognuno di noi è fatto in modo diverso, abbiamo i geni completamente diversi, perciò è sempre meglio rivolgersi a qualcuno che non usa una moda per fare un business ma a qualcuno che ha studiato e che ha esperienza, come le piccole erboristeria. Certo, non siamo tutti uguali ma il modo migliore per farsi aiutare è quello di esporre il proprio problema e vedere cosa vi dice l’esperto, senza menzionare quello che avete sentito o letto, dopo potete esporre il vostro punto di vista e chiedere informazioni.
Un buon esperto si riconosce quando vi fa delle domande per capire come siete fatti e di cosa avete realmente bisogno, un buon cliente si riconosce quando ascolta e risponde sinceramente.
Internet è un’enorme biblioteca che comprende tutto quello che esiste al mondo e anche non in certi casi, quindi se dovete fare una ricerca pensate a cosa cerchereste se entraste in una biblioteca. Molti non la troverebbero nemmeno la biblioteca e in pochi saprebbero arrivare allo scaffale giusto. Quando si tratta di prendere prodotti che riguardano la vostra salute chiedete a qualcuno col quale potete parlare faccia a faccia e soprattutto lo sapete che la Garcinia Cambogia costa più sul web che nei negozi?!?! Occhio anche al portafoglio 😉

Take care

Accontentarsi: un compromesso o uno stile di vita?

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Buona parte di noi o delle persone che conosciamo hanno imparato questa parola sin da piccoli perchè gli è stata insegnata a scuola, in casa, dagli amici, e ognuno col passare del tempo ha dato un proprio valore a questa. Da bambina i miei genitori mi hanno detto di essere una bambina fortunata perchè avevo tanti giochi, d’estate andavamo sempre in vacanza e avevamo tanti amici, a scuola mi hanno insegnato che la cultura è un dono che non a tutti è concesso e dobbiamo farne tesoro, e quando esci gli amici con i quali confidi i problemi di lavoro, d’amore o soldi ti dicono “accontentati di quello che hai e sentiti fortunato ad averlo”.
E così ho fatto, mi sono accontentata per 25 anni, ma continuavo a farmi la stessa domanda: perchè io mi sono sempre dovuta adattare e forzarmi di essere grata in continuazione ma infelice e intorno a me vedo gente che fa quello che gli pare senza rendere conto e grazie a nessuno, procedendo con le proprie idee e la propria creatività incurante della società? Se fai un giro per i paeselli della bassa pianura ti risponderanno che queste persone hanno i soldi e possono permettersi di farlo, noi siamo poveri e dobbiamo adattarci a quello che ci viene chiesto di fare; per cui se trovo un lavoro da 12 ore al giorno in un centro commerciale 7 giorni su 7 per 900 euro al mese mi devo ritenere fortunata e pure grata? A quanto pare sì, ma allora se io passo tutta la mia vita ad accontentarmi senza lottare per un qualcosa di ideale o un sogno, che senso ha avuto?
Ammetto di aver sempre avuto un debole per gli artisti, e li ho sempre ammirati molto per la loro costanza nel raggiungere ciò che vogliono secondo un’idea ben chiara che si sono fatti; alle volte sembra che non abbiano un’idea chiara per il semplice fatto che appaiono sempre confusi e riescono a buttare un lavoro, che a tutti sembrava bello, nel bidone e ricominciarlo da capo, ma in realtà gli artisti hanno le idee molto più chiare di quello che pensate, succede solamente che ciò che hanno nella testa non riesce a connettersi all’esterno perchè perfetta.
Questi artisti che la gente giudica come pazzi o stralunati, che non ce ne saltano fuori, magari hanno avuto davvero le spalle coperte economicamente durante l’infanzia e l’adolescenza, e qualsiasi sbaglio faranno potranno sempre tornare a casa dalla famiglia, ma è forse da pazzi alzarsi in piedi e dire: io non mi accontento di ciò che mi da il mondo, io voglio creare qualcosa di mio.? In fondo tutte le invenzioni che abbiamo oggi, le comodità, i credi, tutto quello che vediamo e tocchiamo è stato fatto qualcuno che non si è accontentato.
Cercare di adattarsi a un mondo che in fondo non ci va bene e lamentarsi tutta la vita, guardando gli altri con occhio di critica, questo è da pazzi, perchè non si è sfruttato davvero quello che il mondo mette a disposizione e non si è lasciato niente di proprio, ergo si è passati semplicemente attraverso questo mondo per tornarsene da ovunque siamo venuti.
Resta la questione del fondo fiduciario in sospeso. Quando un artista è seriamente preso dal suo obiettivo non guarda molto nel portafoglio anche perchè sa che non ci sarà molto da guardare, a meno che non abbia avuto la fortuna di essere stato scoperto prima di morire, e spezzando una lancia in favore di tutti quelli che provengono da una famiglia benestante, è molto più facile distaccarsi da qualcosa che si ha anzichè da quello che non si ha. Una persona che sceglie la povertà per fare quello che gli piace è ammirevole a parer mio.
Accontentarsi perciò è un compromesso che tutti quanti dobbiamo raggiungere ma è come lo raggiungiamo che importa davvero. Passando invisibili per questo mondo senza scoprire cos’è la vera felicità, la gioia, l’amore, la rabbia, la delusione, la tristezza e la sofferenza? Oppure soffrire per cercare di raggiungere uno stile, un sogno, un ideale per poi essere davvero felice?
La paura è ciò che sta dietro alla monotonia e all’adattamento.
Take care